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Come ho imparato ad andare in bicicletta da adulta

Frau fährt Fahrrad
By: Kristina Lauer

La maggior parte delle persone pensa che sia bello vedere un bambino andare in bicicletta. Io, invece, ho sempre provato invidia. “Sembra così facile che persino i bambini ci riescono”, pensavo tra me e me. Devo ammettere che provavo anche un po’ di vergogna. Tutti i miei amici sapevano andare in bicicletta. Tutti tranne me. Inoltre, in quanto istruttrice di fitness, davo l’impressione di essere una persona poco sportiva quando ammettevo di non saperci andare. Tra l’altro, vivendo in Europa, la bicicletta fa parte dello stile di vita.

Per saperne di più: Perché vale la pena cimentarsi in un nuovo sport, soprattutto da adulti.

Non vi sono motivazioni complesse o paure profonde che mi hanno impedito di imparare ad andare in bicicletta. Nessuno della mia famiglia ha avuto un incidente in una fabbrica di componenti per bici, nel caso te lo stessi chiedendo. Il motivo per cui non ho imparato da bambina è molto semplice e frustrante: non ne avevo una. Quando ero molto piccola, avevo un triciclo, ma quando è arrivato il momento di avere una bici vera e propria, non abbiamo potuto prenderla perché vivevamo in un appartamento senza cantina e non c’era spazio.

Sono passati più di 20 anni da allora. Più si invecchia, più è difficile mettersi alla prova con nuove attività. Non ho mai avuto un motivo valido o una scadenza precisa per imparare, ma tutto è cambiato dopo che mi sono sposata. Mio marito desiderava con tutto il cuore andare insieme a me in bicicletta al Central Park di New York durante la nostra luna di miele. “Che bella idea”, ho pensato tra me e me. Ecco, questo era un motivo valido.

I primi tentativi

Mio marito si è offerto volontario per insegnarmi. Non vuole rivelare se all’epoca fosse veramente consapevole di ciò a cui stava andando incontro. È stato un lungo percorso e non mi sentivo granché motivata. Prima di iniziare avevo molti dubbi, perché sapevo che mi sarei sentita a disagio. Pensavo che tutti gli estranei mi avrebbero osservata incuriositi e i bambini mi avrebbero sorpassata sulle loro bici mentre io pedalavo impacciata. Alla fine, per imparare ad andare in bici ho dovuto uscire dalla mia zona di comfort e ignorare ciò che mi succedeva intorno.

La prima lezione è stata nell’estate del 2019, ancor prima di fidanzarci. Imparare ad andare in bicicletta sembrava una buona idea, buona anche per testare la nostra relazione: se avessimo superato insieme questa avventura, saremmo stati pronti per tutto. Siamo andati al Volkspark Rehberge di Berlino, in una giornata calda e soleggiata, quindi il parco era molto affollato. Proprio quello che temevo, ma tutto sommato sono riuscita a ignorare le persone, anche se la mia paura era quella di investire qualcuno sul mio percorso. Per fortuna non è successo niente!

Durante i primi tentativi, mio marito teneva leggermente la bici per impedirmi di cadere. Devo dire che sono riuscita a mantenere l’equilibrio in tempi relativamente brevi, poi ho imparato a girare a sinistra e a destra. Trovavo la partenza e la frenata ancora parecchio difficoltose, ma nel complesso le mie prime volte sono andate bene.

Il mio rapporto tira e molla con la bicicletta

Con il senno di poi, penso che il problema più grande fosse la mia mancanza di motivazione. Non appena il clima è diventato un po’ più freddo, non ho più voluto esercitarmi. Con l’autunno ho smesso completamente e ho ripreso ad allenarmi solo l’estate successiva.

Si dice che una volta imparato ad andare in bicicletta, non si scorda più. In effetti, con mia grande sorpresa, ho scoperto che il mio cervello aveva memorizzato le sequenze dei movimenti. Ci ho messo poco tempo a ritrovare l’equilibrio necessario per fare i miei giri nel parco senza aiuti, ma pedalare era ancora molto stancante. Sentivo tutto il mio corpo costantemente in tensione e dovevo anche concentrarmi molto a livello mentale.

L’estate successiva ho imparato a frenare, anche se non sempre in maniera elegante. Ho anche imparato a schivare i passanti (questo era particolarmente importante per me: se avessi investito qualcuno, di certo non sarei mai più salita su una bici). In generale, avevo ancora bisogno di una mano per partire e, nonostante tutti i miglioramenti, dovevo convincermi ogni volta a prendere la bici. Poi, con il ritorno dell’autunno ho smesso nuovamente di andarci.

Ultima tappa: Central Park, New York

Dopo aver prenotato i biglietti per l’America, ho deciso di non prendere più in giro la mia povera bici. Ho ricominciato a utilizzarla assiduamente e ho affrontato la sfida più grande: la partenza. Dopo numerosi tentativi, ho imparato a partire da sola, ma non mi sentivo ancora sicura.

Quando siamo arrivati a Central Park, il tempo non avrebbe potuto essere peggiore: faceva freddo e pioveva. Inoltre c’era molta gente, molta di più che nel Volkspark Rehberge. Non è stata una pedalata rilassante. Ho dovuto frenare e ripartire molte volte (il che non è tuttora il mio forte) per evitare di investire i passanti, ma alla fine, nonostante tutti gli ostacoli, sono riuscita a raggiungere il mio obiettivo. Ero completamente fradicia, ma molto orgogliosa di me stessa.

Le mie conclusioni

In tutto, mi ci sono voluti tre anni per imparare ad andare in bicicletta. La mancanza di motivazione è stata la ragione principale per cui mi ci è voluto così tanto tempo. Concentrarmi su me stessa e avere una scadenza (il mio viaggio in America), mi hanno aiutato a lavorare sodo per raggiungere il traguardo. Se quando si tratta di imparare qualcosa di nuovo anche tu non sai se osare o meno, ti do un consiglio: buttati! Non sarà facile, ma ne varrà sicuramente la pena.

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